"L'ora più buia" è terminata.
Scegli chi vuoi essere.
Fa' ciò che credi sia giusto e non arrenderti alle difficoltà.
Apri gli occhi.
Un lungo viaggio nell'anima di persone speciali, l'ennesimo DONO ai Tuoi lettori.
Ancora una volta ci fai palpitare, divertire, riflettere.
Sei, senza alcun dubbio, quanto di meglio la Letteratura Italiana poteva sperare,
un sognatore che non fa altro che CONDIVIDERE arcobaleni di grazia.
Tutte le volte che ho letto una Tua storia è stato come se mi guardassi dentro,
come se accarezzassi la vita con il mio primo sorriso.
Che bello scrivere la recensione di un libro senza parlare della trama.
A che servirebbe poi?
Non ci ha traditi. Mi riferisco alla Tradizione, alla Fede, all'Amicizia, alla Paura,
e se col 18° Vampiro ci hai rapiti e col 36° conquistati, con l'Ora più buia ci hai legati per sempre.
Caro Claudio,
Grazie.
DOMINUS TECUM
sabato 10 dicembre 2011
martedì 27 settembre 2011
venerdì 29 luglio 2011
wrath of the crows
Sono iniziate le riprese del nuovo film Horror di Ivan Zuccon per il quale, in collaborazione col bravissimo regista, ho scritto la sceneggiatura. per me si realizza un sogno.
giovedì 10 marzo 2011
... (Poesia senza titolo)
Non carta,
né penna.
Romanzo sei.
Non tatuaggio,
ma pelle sei.
E l’incoscienza di perdermi,
nella tua carne fino al sangue,
mi dice che non nasci stella,
ma luce.
10/03/2011
Gerardo Di Filippo
Il Poeta degli Angeli
né penna.
Romanzo sei.
Non tatuaggio,
ma pelle sei.
E l’incoscienza di perdermi,
nella tua carne fino al sangue,
mi dice che non nasci stella,
ma luce.
10/03/2011
Gerardo Di Filippo
Il Poeta degli Angeli
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Gerardo Di Filippo Il Poeta degli Angeli
lunedì 21 febbraio 2011
domenica 13 febbraio 2011
"Il 36° Giusto" - Claudio Vergnani
Claudio Vergnani si è superato.
“Il 36° Giusto” (sequel de “Il 18° Vampiro” che ha segnato l’esordio dello Scrittore Modenese nella Letteratura Horror Italiana) è una inarrestabile tempesta di emozioni contrastanti che imprigiona il lettore tra palpitazioni e sorrisi. Gli eroi di Vergnani non hanno mantelli né superpoteri ma combattono armati alla meglio contro mostri disgustosi assetati di sangue. Gli eroi di Vergnani non volano ma combattono cagando, nuotano tra melma e preservativi per salvarsi da fauci e artigli che essi stessi hanno provocato, per gioco, stupidità, necessità.
Claudio, Vergy e gli altri membri della compagnia sono legati ai vampiri cui danno la caccia da una profonda disperazione. La vita e la morte si fondono nel romanzo di Vergnani, a tal punto che tra l’una e l’atra la differenza cessa di esistere. I vivi cercano il confronto con il silenzio e il puzzo del trapasso, i morti cercano orgasmi e calore in ciò che li respinge e li rifugge per natura.
Non c’è odio tra i vampiri e i Lamed Wufniks, c’è solo il “Grazie” di una ferita che cessa di sanguinare o di un fato troppo crudele dal quale si è finalmente liberi. Ancora più riflessivo questo nuovo capitolo della trilogia vampiresca di Vergnani, ancora più cupo e… divertente. Non mancano le citazioni letterarie e cinematografiche che arricchiscono il Romanzo e chi lo legge, lo stile è fluido e la narrazione semplice. Ineccepibile sotto ogni punto di vista e, se ne “Il 18° Vampiro” qualche lungaggine c’era, in questo secondo libro la storia procede in modo lineare e senza flash back.
Le descrizioni sono minuziose, splatter a go-gore ed è facile immedesimarsi nei personaggi perché Vergnani riesce a far trapelare le emozioni dei suoi (e nostri) eroi senza necessariamente mettere nero su bianco. Questo rende “Il 36° Giusto” un Romanzo potente e unico, una storia in più storie, un sequel che può essere gustato e divorato anche senza la lettura del primo capitolo. Il finale, se potesse essere rappresentato, lo disegnerei con i colori dell’alba. Perché al di là del dolore e dell’abbandono, al di là degli amori illusi e disillusi, al di là della vita e della morte, c’è sempre speranza.
“Il 36° Giusto” (sequel de “Il 18° Vampiro” che ha segnato l’esordio dello Scrittore Modenese nella Letteratura Horror Italiana) è una inarrestabile tempesta di emozioni contrastanti che imprigiona il lettore tra palpitazioni e sorrisi. Gli eroi di Vergnani non hanno mantelli né superpoteri ma combattono armati alla meglio contro mostri disgustosi assetati di sangue. Gli eroi di Vergnani non volano ma combattono cagando, nuotano tra melma e preservativi per salvarsi da fauci e artigli che essi stessi hanno provocato, per gioco, stupidità, necessità.
Claudio, Vergy e gli altri membri della compagnia sono legati ai vampiri cui danno la caccia da una profonda disperazione. La vita e la morte si fondono nel romanzo di Vergnani, a tal punto che tra l’una e l’atra la differenza cessa di esistere. I vivi cercano il confronto con il silenzio e il puzzo del trapasso, i morti cercano orgasmi e calore in ciò che li respinge e li rifugge per natura.
Non c’è odio tra i vampiri e i Lamed Wufniks, c’è solo il “Grazie” di una ferita che cessa di sanguinare o di un fato troppo crudele dal quale si è finalmente liberi. Ancora più riflessivo questo nuovo capitolo della trilogia vampiresca di Vergnani, ancora più cupo e… divertente. Non mancano le citazioni letterarie e cinematografiche che arricchiscono il Romanzo e chi lo legge, lo stile è fluido e la narrazione semplice. Ineccepibile sotto ogni punto di vista e, se ne “Il 18° Vampiro” qualche lungaggine c’era, in questo secondo libro la storia procede in modo lineare e senza flash back.
Le descrizioni sono minuziose, splatter a go-gore ed è facile immedesimarsi nei personaggi perché Vergnani riesce a far trapelare le emozioni dei suoi (e nostri) eroi senza necessariamente mettere nero su bianco. Questo rende “Il 36° Giusto” un Romanzo potente e unico, una storia in più storie, un sequel che può essere gustato e divorato anche senza la lettura del primo capitolo. Il finale, se potesse essere rappresentato, lo disegnerei con i colori dell’alba. Perché al di là del dolore e dell’abbandono, al di là degli amori illusi e disillusi, al di là della vita e della morte, c’è sempre speranza.

Il 36° Giusto
Di Claudio Vergnani
Gargoyle editore
536 pagine, 13,50 euro
giovedì 9 dicembre 2010
A Natale puoi - Alicia
A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
A Natale puoi
dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello è stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare
quanto ti voglio bene.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che hai d’amore,
che non c’è solo a Natale,
che ogni giorno crescerà,
se lo vuoi.
A Natale puoi.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e da Natale puoi fidarti di più.
A Natale puoi
puoi fidarti di più.
A Natale puoi.
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
A Natale puoi
dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello è stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare
quanto ti voglio bene.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che hai d’amore,
che non c’è solo a Natale,
che ogni giorno crescerà,
se lo vuoi.
A Natale puoi.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e da Natale puoi fidarti di più.
A Natale puoi
puoi fidarti di più.
A Natale puoi.
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